
La congregazione delle Suore Oblate di S.Chiara di Pisa è la diretta prosecuzione di una delle più antiche comunità religiose che da oltre sette secoli opera a sollievo dell’umanità sofferente.
La comparsa delle suddette suore coincide con la costruzione dell’Ospedale Nuovo di S. Chiara voluto da Papa Alessandro IV con la Bolla del 23 Marzo 1257.
Esse hanno origine dalla pratica della oblazione in essere già da molti secoli prima, quando uomini o intere famiglie si mettevano al servizio del monastero, donando non solo la propria persona, ma anche i propri averi. Nel VII secolo si hanno esempi di pie donne “Deo dedicatae”, “Deo consacratae”, Deo devotae” che si offrivano ai monasteri per sollevare i monaci dal lavoro manuale, i quali potevano, così, dedicarsi alla preghiera liturgica e all’impegno intellettuale. Infatti, oblati e oblate adulti si trovavano nei monasteri, negli ospedali, negli ospizi, nelle chiese, nei capitoli e negli Ordini Mendicanti.
Non costituivano una Congregazione autonoma, ma erano parte integrante del Monastero o dell’Ospedale da cui dipendevano, vestivano l’abito monacale, ma non facendo la professione di voti solenni, potevano tornare al secolo. Circa cento anni dopo la loro fondazione, le Oblate erano considerate “Suore” come risulta dalla pergamena n°1701 anno 1343 conservata presso l’Archivio Arcivescovile di Pisa. Esse venivano così chiamate e si differenziavano dalle monache, legate alla clausura, per la loro vita attiva di infermiere. Le Oblate seguivano la stessa regola dei Frati dell’Ospedale di Pisa, cioè quella di S.Agostino, che era la più adatta per una vita spirituale e successivamente anche lo spirito francescano ebbe una profonda influenza sulla vita delle Oblate, perchè nell’ottobre del 1211 nei suoi viaggi apostolici S.Francesco di Assisi si fermò a Pisa accolto da un’ondata irrefrenabile di entusiasmo religioso, per la sua predicazione e per la sua santità molti si convertirono e si fecero Frati Minori e, a ricordo del passaggio, i pisani gli regalarono il terreno dove sorge la Chiesa di San Francesco la cui costruzione cominciò nel 1250 con il concorso di tutto il popolo.
Quasi contemporaneamente alla chiesa di S.Francesco sorgeva, accanto all’ospedale, la chiesa dedicata a S.Chiara subito dopo la canonizzazione fatta da Alessandro IV nel 1255. Questa Santa “pianticella di S.Francesco offertasi a Dio come vaso di alabastro ripieno di Spirito Santo” fin dalle origini delle oblate pisane occupò un posto importante nella loro Vocazione tanto che presto si denominarono: Oblate di S.Chiara, perché legate all’ospedale, che sarà chiamato anch’esso Ospedale Nuovo di S.Chiara, denominazione che l’ospedale e le suore tuttora conservano.
Le Oblate, i cui originari diritti e privilegi furono protetti e confermati dal Sommo Pontefice Alessandro IV e dai suoi successori, subirono nel tempo alterne vicende politiche affrontando e superando momenti difficili in cui il loro impegno costante fu il silenzioso ed attivo servizio alle persone inferme.
Con l’annessione del Granducato di Toscana al Regno d’Italia, avvenuta nel 1860, si chiudeva un periodo per le Oblate di prosperità nella stima e nella venerazione da parte di tutti fuori e dentro l’Ospedale, se ne apriva uno più triste.
Infatti, con la direzione laica cominciò un periodo di pressione e persecuzioni subdole e snervanti che culminò con le dimissioni della Superiora Suor Florinda Pardelli alla quale seguirono altre dimissioni nel giro di poco tempo.
Il Commissario Regio Avv. Valle nel 1906 con il licenziamento delle Oblate, nate con l’Ospedale fondato da Alessandro IV, di proprietà della Sede Apostolica e governato per tanti anni da Ecclesiastici, mirava a sottrarre questo privilegio alla Chiesa in quanto le Oblate, con la loro presenza, testimoniavano un diritto nativo proprio della Chiesa.
Esse lasciarono definitivamente l’Ospedale il 15 Febbraio del 1907. Quelle che nel 1895 e nel 1907 avevano seguito Suor Florinda Pardelli si staccarono dal ceppo delle Oblate avendo rinnovato la vestizione nell’Ordine dei Servi di Maria, cambiarono Regole e Spiritualità.
Sette di esse scelsero la clausura del Monastero delle Domenicane di cui non esistono superstiti.
 Dieci Oblate
suor Matilde Moretti Superiora suor Bianca Bianchi suor Fortunata Paolicchi suor Giustina Raffaelli suor Gabriella Del Terra suor Elisabetta Pesciatini suor Aurora Guidi suor Raffaella Bruschi suor Maria Bona Barsanti suor Chiara Acciai
si ritirarono in un palazzo in Via della Faggiola n°13 acquistato per £ 23.500, delle quali £ 9.000 furono pagate subito e la rimanenza, poco alla volta, con il ricavato del servizio prestato agli ammalati a domicilio e con i residui della ristretta pensione.
Queste sono le uniche e dirette discendenti delle antiche Oblate nate con l’Ospedale di S.Chiara e come tali riconosciute da tutti gli Arcivescovi di Pisa e il Cardinale Maffi, dopo aver curato personalmente le nuove Costituzioni delle Suore Oblate, in data 5 Aprile 1913, confermò autorevolmente la natura, lo scopo e la spiritualità rispondenti a quelli delle antiche Oblate e ricevettero una precisazione nella loro denominazione: Suore Oblate Ospitaliere Terziarie Francescane di S.Chiara. In questa denominazione era precisata la loro origine: “Oblate”; il loro fine “Ospitaliere”; la loro spiritualità “ Terziarie Francescane di S.Chiara”.
Poiché le Oblate, come appare dalle Costituzioni esistenti, approvate nel 1885 da Mons. Capponi, non giuravano i Tre Santi Voti, ma compivano soltanto la Vestizione religiosa promettendo di vivere in castità e obbedienza alla Superiora, con le nuove Costituzioni approvate dal Cardinale Maffi cominciarono ad emettere i Santi Voti in conformità alle leggi canoniche e dal 12 Agosto 1913 ottennero anche il voto di Povertà.
Delle glorie della santità si ricordano:
la Serva di Dio Maria Caterina Brondi
Suor Paolina (Eulalia) Luraschi
Suor Ranierina Pierini

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